mercoledì 22 settembre 2010

Internet, banda larga e i problemi all'italiana...

Notizia di qualche giorno fa: degli 800 milioni stanziati per distribuire la banda larga agli italiani ancora non raggiunti ne sono rimasti (forse) 100.
La notizia, battuta da praticamente tutti i giornali tecnologici, l'ho letta su Punto Informatico e, come ormai sempre più di frequente, non mi ha sorpreso.
Che l'Italia non sia proprio all'avanguardia delle infrastrutture è cosa nota ma, come al solito, i problemi legati a queste arretratezze si sentiranno solo nel tempo e chi ne avrà da patire non è mai il responsabile.
Legandomi al post Le aziende ed il web 2.0, mi domando: come possono fare le aziende più piccole e disagiate, spesso legate ad un territorio lontano dai grandi centri urbani, ad avere la possibilità di sfruttare la rete Internet e le sue potenzialità se poi manca la connettività?

Questo discorso è al centro di tante discussioni che si trovano su tutta la rete ma poi, alla fine, i conti vanno sempre fatti con i Big Carrier, Telecom in primis.
Parlando proprio con loro, qualche tempo fa, è venuto fuori che la loro dorsale è fantastica, all'avanguardia e da fare invidia a tanti Paesi. Approfondendo il discorso, però, è uscito che è sì fantastica, all'avanguardia, eccetera, ma che però lo è solo in relazione agli scarsi investimenti che si sono permessi negli ultimi anni. Inoltre, il confronto non deve tenere in considerazione paesi quali la Germania, l'Olanda, la Francia...

Mi spiego meglio: fino a quando Telecom è stata pubblica, gli investimenti in infrastrutture erano discreti. Da quando fu privatizzata, però, questi diminuirono e, con essi, la capacità innovativa aziendale.
Insomma: ora si fa quello che si può con i pochi soldi che si raccimolano!
Non voglio entrare nel merito di una discussione più ampia e della quale non conosco le sfaccettature ma mi soffermo sui problemi, e le possibili soluzioni.

Quanti conoscono le tecnologie Hyper-Lan? Tutti o quasi, direi!
Queste consentono di connettere sedi remote distanti decine di chilometri senza tirare cavi e garantendo velocità fino a 100Mbps.
Girovagando per le vallate del Piemonte ho trovato tante aziende che sono riuscite, grazie a queste tecnologie, ad avere connettività dati (e quindi volendo anche voce) a costi decisamente inferiori rispetto alle tradizionali HDSL o, peggio, ISDN con prestazioni nettamente superiori.
A seconda degli operatori, i costi variano dalle poche decine di Euro al mese fino alle migliaia. Ovviamente, le caratteristiche delle linee sono differenti ma si può dire che ce ne siano per tutte le tasche.

Le linee Hyper-Lan, però, non sono la panacea di tutti i mali.
Per portare il segnale in località remote servono ponti radio distanti non più di circa 30 chilometri (dato perfettamente confutabile, quindi commentate!!) con conseguente aggravio di costi.
In alcuni paesini, così, sono i Comuni che fanno il primo passo garantendo all'operatore che porta loro il segnale un'adeguata copertura finanziaria a sostegno degli investimenti.
Sarà poi la vendita al pubblico (sia privato che aziendale) a generare quel gettito necessario al sostentamento delle nuove infrastrutture ed il relativo margine di contribuzione.

Di certo le tecnologie sono in continua evoluzione e ritengo che non si possa mai parlare di soluzione unica e perfetta. Forse, però, per venire incontro alle aziende meno baricentriche l'Hyper-Lan potrebbe rappresentare un modo di sicuro interesse sia per una questione economica che prestazionale.

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